Le mie poesie

Buongiorno, cari lettori. Ecco il programma 2017, che cercherò di rispettare. Buona lettura.

- 1 breve racconto ogni sabato

- 1/2 poesie al mese

- riflessioni su argomenti principali

sabato 9 marzo 2013

Cronache dalla Luna Verde.-Scoperta o distruzione?

Era tutto pronto, stavo per partire...
Mi chiamo Tom Henikson, ho ventiquattro anni e vivo a Sclark Ville ormai da due trimestri. E' un paesino vicino al monte Reltok, nello stato di Dalton, nel nord. La casa in cui alloggio è in travi di legno, con un tetto a prova di granata e dinamite. Attorno, si estende, per due ettari un fitto bosco; solo ogni tanto passa un raggio di luce tra i rami delle querce.
Come dicevo stavo partendo.... per un viaggio nello spazio, tra mille pericoli. In quel momento mi trovavo a Ronalkt space e, come dice il nome space, lì c'era un "aeroporto" per gli shuttle. Ero diretto sul meteorite Sturd. Questo macigno di sette km puntava come bersaglio la terra. Dovevo "attaccargli" una bomba nucleare di modi che esplodesse. Avevo solo ventotto ore per distruggerlo.
Iniziò così il conto alla rovescia. Mi trovavo all'interno dello shuttle of explosive, alto quattro metri e lungo trentadue. 
- E' dotato di un motore modular propulsion - mi disse il tecnico Stev Lerton. - Tre, due, uno, ... il lancio! - L'astronave "aprì" i razzi e, a circa seicento km orari, si diresse verso il meteorite. Ormai ero di fianco allo Sturd: aveva mille buchi e lasciava dietro a sè una scia di nebbia fittissima. Da lì vicino, il suo aspetto inquietante, infuocato e misterioso "raddoppiava" la sua efficacia. Decisi di accostarmi a quel maestoso sasso ardente ma, proprio in quel momento... il meteorite entrò nell'atmosfera, perciò il mio velivolo di ventitue tonnellate fu danneggiato da uno spunzone dello Sturd e, senza che io volessi, il pulsante "turbo" si attivò. Lo shuttle era fuori controllo: mentre quel macigno si faceva sempre più piccolo, lo shuttle of explosive roteava follemente verso... boh!
Di colpo si schiantò su qualcosa i duro... che fosse una cometa!?
Aprii la porta con fatica e subito mi precipitai a vedere dov'ero finito. La tuta mi segnalò che c'era ossigeno.
Così me la tolsi.
Una lussureggiante vegetazione di alberi mi comparse davanti agli occhi. Era fittissimo ma, sotto i miei piedi, l'erba secca e rada scricchiolava provocando rumori sinistri. Aveva un aspetto soffocante: piante carnivore aggrovigliate a quelle rampicanti. Decisi di toccarne una. - Molle e un po' pungente - dissi tra me e me. Aveva una consistenza viscida e compatta, assai umida. Le zolle d'erba erano fradice di rugiada, però di un colore giallognolo, come se fossero secche. I sassi erosi dal tempo sembravano scheggiati, in verità, una volta analizzati, capii che avevano origine vulcanica. Alla timida luce, che filtrava a fatica dalla vegetazione apparivano lucidi. In lontananza una catena di monatgne imbiancata di neve chiudeva la valle. Improvvisamente il pallido sole scagliò dei raggi dal cielo cupo, che avvertiva pioggia. La luce finì proprio sulle invalicabili montagne, conferendo loro un colore rosaceo, che avvolgeva l'intera vallata. Scrutando insieme il bosco davanti a me si intravvedeva un sentiero sassoso e pianeggiante. Toccai di tutto: un grosso fungo che si rimpiciolì velocemente e poi un aguzzo fiore che emanava un odore simile a quello della camomilla, a cui, appena sfiorato, iniziò a crescere un imponente gambo che lo alzò di venti metri circa. Infine assaggiai un frutto grande quanto uno zaino: lo sputai, aveva il sapore dello sciroppo per la tosse, con aggiunta di pepe. Continuai il viaggio. Mi abbeverai ad un ruscello che proveniva da una collinetta. Il sentiero si interruppe in una specie di piazza con al centro... un albero maestoso. Superava i centocinquantadue metri di altezza, di sicuro, ed assomigliava ad un baobab. Le foglie ed i rami erano solo in cima a quel grosso vegetale, inoltre aveva anche dei bellissimi fiori fuxia che, nonostante fossero così distanti da me, profumavano di... pizza!!
Purtroppo il cielo si fece nuvoloso e... iniziò a piovere. Mi precipitai verso lo shuttle per tornare a casa. Una volta raggiunto, prima di chiudere la porta, sentii il ruggito di qualcosa di selvaggio. Accesi i comandi e, nonostante l'ala un po' danneggiata, partii. Pensai tra me e me: "Che bell'esperienza. Mi è piaciuto visitare quel posto. Sono rimasto affascinato sin dall'inizio, però è ora di dirsi... addio luna verde!".
Arrivato, il mio capo mi urlò in faccia: "Cosa hai fatto?!! Eh! Il meteorite si è schiantato in Murlon!" (regione a nord-ovest dello stato). Io: "Ma signore sono finito su una luna bellissima!". Lui: "Lo so, dato che siamo dotati di radar; sei stato bravo ma... sei licenziato." Sconvolto, lanciai la tuta ed amareggiato me ne ritornai a casa. Ero triste, ma felice di aver scoperto qualcosa di nuovo. Dissi: "Addio Luna Verde".