Le mie poesie

Buongiorno, cari lettori. Ecco il programma 2017, che cercherò di rispettare. Buona lettura.

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sabato 22 dicembre 2012

Le avventure di Peter: seconda puntata - "Catacombe...spazio temporale

Mi chiamo Peter, l'investigatore che ha indagato su uno zombie qualche anno fa.
Dopo che il mio amico Henry (anche lui investigatore) morì, decisi ugualmente di continuare il lavoro. Mi trasferii a Roma, dove alloggio ormai da due anni, e finalmente potei visitare le catacombe. 
Era novembre ormai finito ed io mi trovavo in questi posti ricchi di storia.
Su un cartello all'entrata era inciso: "State attenti, chiudete la bocca e le orecchie perché appena entrati sarete maledetti."
Così pensavo tra me e me: "Mah! Che bell'invito; io però di certo non mi faccio indietro."
Finalmente la guida si presentò: "Salve, sono Alberto de Longhi." Era un uomo massiccio, alto circa 1,70 metri.
Indossava una tuta giallina: aveva occhi blu intenso e la sua bocca rosacea sembrava un ripieno per ravioli.
Subito dopo esser entrati una bella vocina (in senso ironico) disse: "Oh, abbiamo visite!" Balzai indietro.
A un certo punto un crepitio mi spaventò di nuovo.
Chiesi: "Ma questo posto è sempre così?" La guida non rispose.
Passate due ore avevamo visitato sei stanza; e non vi dico che belle che erano, eh! Alberto mi disse: " Tu stai qui, io vado a vedere la prossima stanza." Ero costretto ad aspettare; intanto notai che sembrava di stare in un labirinto, anche se le mura erano polverose e piene di crepe. Impaziente camminavo verso la guida che era di spalle.
Stufo di guardare lui e l'orologio dissi: "Ehm, cos'hai sul collo?" Si girò e, al posto di una normale bocca, spuntarono due canini affilati come rasoi. Mi rispose così: "Ah, questo, ma niente!"
Dalla tasca presi un legnetto mentre lui si avvicinava a me. Ormai mi era appiccicato e, appena cercò di mordermi, gli ficcai il legnetto nel torace. L'avevo ferito molto, così tanto che gli si vedeva il cuore; e prima di morire disse: "Non finirà così!" Io lo guardavo angosciato: era bianco, con una cicatrice non rimarginata che gli divideva la tesa; continuava a perdere sangue. La faccia rugosa ed inquietante non era delle migliori. Correvo e correvo, anche se ero già uscito dalle catacombe. Ma all'improvviso un pensiero mi colpì: una cicatrice che divideva la testa non ce l'aveva anche lo zombie? Come mai? Che fosse sempre lo stesso mostro che vagava da corpo in corpo? Mah!
Tornato in superficie avevo voglia di visitare il Colosseo, così ci andai. Arrivato, c'era una folla di gente vestita all'antica, stile anno zero. Al centro dell'arena c'erano gladiatori e leoni che lottavano per sopravvivere. Guardavo la città impressionato: le case erano in marmo, al posto delle auto i cavalli; insomma, in parole povere le catacombe erano delle...macchine del tempo! Dissi: "O no! Devo tornare laggiù!" Ma prima di andare visitai Roma, o meglio la capitale d'Occidente!
Dopo averla visitata da cima a fondo, tornei nel presente. Una volta tornato nel 21° secolo andai al cimitero dove era sepolto Henry. La tomba era aperta e il mio amico era là. D'un tratto disse: "Oh, ciao Peter!" Così lui aprì gli occhi e io dissi: " Ma perché sempre a me!? Sono sempre... preso di mira!" Il mio amico ribatté:"Già, proprio così! Ah ah ah ah!" Sconvolto e impaurito dissi: "O cavolo! Neanche fosse Halloween o... venerdì 13!"


(creato in quinta elementare)

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